in dialogo con la preside


Noale, 9 Aprile 2020

Cari bambini e ragazzi,
cari genitori e docenti,

desidero aprire questa mia pagina, all’interno del nostro Sito, per dare voce alle lettere, ai disegni, ai messaggi che mi state inviando in questi giorni, ma anche a quanto di vero viene incontro a me e mi ridesta, per renderlo tesoro di tutti.

Io ho un bisogno immenso, ogni giorno, di essere ridestata al valore dell’attimo, al valore della vita, al valore del sacrificio!

Così, per iniziare questa pagina, desidero partire dalla SPERANZA con un brano tratto dall’opera di un grande scrittore, da me molto amato: Charles Peguy.

Le sue parole mi toccano sempre il cuore e queste in modo speciale!

Buona lettura, buoni giorni e… torniamo un po’ bambini!

Francesca Bonazza

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La speranza

La speranza è una “bambina irriducibile” che “va ancora a scuola/e che cammina/ persa nelle gonne delle sue sorelle”, ma è più importante delle sue sorelle: “E’ lei, quella piccina, che trascina tutto”.
Questo messaggio è per noi, per noi che viviamo in questo tempo che ci riempie di inquietudine!
Non bisogna perdere la speranza, perché è questa speranza bambina il regalo più grande che Dio ci ha fatto!

Charles Péguy: La speranza bambina
(da Il portico del mistero della seconda virtù, 2011)

….Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce.
Me stesso.
Questo è stupefacente.
Che quei poveri figli vedano come vanno le cose e che credano
che andrà meglio domattina.
Che vedano come vanno le cose oggi e che credano che andrà
meglio domattina.
Questo è stupefacente ed è proprio la più grande meraviglia
della nostra grazia.
E io stesso ne sono stupito.
E bisogna che la mia grazia sia in effetti di una forza incredibile.
E che sgorghi da una fonte e come un fiume inesauribile.
Da quella prima volta che sgorgò e da sempre che sgorga.
Perché le mie tre virtù, dice Dio.
Le tre virtù mie creature.
Sono esse stesse come le mie altre creature.
Della razza degli uomini.
La Fede è una Sposa fedele.
La Carità è una Madre.
La Speranza è una bambina da nulla.
Che è venuta al mondo il giorno di Natale dell’anno scorso.
Che gioca ancora con babbo Gennaio.
Eppure è questa bambina che traverserà i mondi.
Questa bambina da nulla.
Lei sola, portando le altre, che traverserà i mondi compiuti.
Come la stella ha guidato i tre re fin dal fondo dell’Oriente.
Verso la culla di mio figlio.
Così una fiamma tremante.
Lei sola guiderà le Virtù e i Mondi.
Una fiamma bucherà delle tenebre eterne…
La piccola speranza avanza tra le sue due sorelle grandi
e non si nota neanche…
E non si fa attenzione, il popolo cristiano non fa attenzione
che alle due sorelle grandi.
La prima e l’ultima.
E non vede quasi quella che è in mezzo.
La piccola, quella che va ancora a scuola.
E che cammina.
Persa nelle gonne delle sue sorelle.
E crede volentieri che siano le due grandi che tirino la piccola per la mano.
In mezzo.
Tra loro due.
Per farle fare quella strada accidentata della salvezza.
Ciechi che sono che non vedono invece
Che è lei nel mezzo che si tira dietro le sue sorelle grandi.
E che senza di lei loro non sarebbero nulla.
Se non due donne già anziane.
Due donne di una certa età.
Sciupate dalla vita.
E’ lei, quella piccina, che trascina tutto.
Perché la Fede non vede che quello che è.
E lei vede quello che sarà.
La Carità non ama che quello che è.
E lei, lei ama quello che sarà.
Dio ci ha fatto speranza. Ha cominciato. Ha sperato che l’ultimo dei peccatori,
Che il più infimo dei peccatori lavorasse almeno un po’ alla sua salvezza,
Sia pure poco, poveramente,
Che se ne sarebbe occupato un po’.
Lui ha sperato in noi, sarà detto che noi non spereremo in lui?
Dio ha posto la sua speranza, la sua povera speranza in ognuno di noi, nel più infimo dei peccatori. Sarà detto che noi infimi, che noi peccatori, saremo noi che non porremo la nostra speranza in lui?
Dio ci ha affidato suo figlio, ahimé, ahimé. Dio ci ha affidato la nostra salvezza, la cura della nostra salvezza. Ha fatto dipendere da noi e da suo Figlio e la nostra salvezza, e anche la sua speranza stessa; e noi non riporremo la nostra speranza in lui?
Mistero dei misteri, che riguarda i misteri stessi,
Egli ha messo nelle nostre mani, nelle nostre deboli mani,
la sua speranza eterna.
Nelle nostre mani passeggere.
Nelle nostre mani peccatrici.
E noi, noi peccatori, non metteremo la nostra debole speranza
nelle sue mani eterne?

Che ognuno di noi, possa essere questa piccola bambina, nel suo spazio di tempo e di quotidiano!

Buona Pasqua e buona vita!

La vostra Preside, Francesca Bonazza

 

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